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lunedì 4 agosto 2014

I have a dream

Lo sai? Anch'io ho lo stesso tuo sogno.
Anch'io sogno di prenderti la mano quando meno te lo aspetti, di stringerla e carezzarla, così piccola, così perfetta fra le mie dita, che si incastrano perfettamente fra le tue.
Sogno di posare la mia testa sulla tua spalla, e di sedermi su un muretto e tenerti stretta a me, la tua testa sul mio petto, e il mio viso fra i tuoi capelli.
Anch'io sogno di fregarmene di quelle occhiatacce, di quegli sguardi che ti squadrano, ti giudicano, ti fanno vacillare ad ogni costo. 
Sogno un mondo in cui possiamo sederci su una panchina di un parco ignorando la gente, e dove possiamo baciarci fino a non sentire più le labbra.
Sogno di abbracciarti e coccolarti ovunque, senza timore che qualcuno ci noti.
Sogno un mondo in cui l'amore sia facile, sicuro, semplice.
Ma non lo è, non ti posso mentire.
E' tutto così difficile e pieno di ostacoli.
Ma l'amore è così.
E fidati quando ti dico che 
ne vale sempre la pena.
The Girl Who Never Cried

domenica 3 agosto 2014

Ho deciso di amarti

Ehi, ciao.
Sono io, la tua persona. 
E forse non sono la Rowling, o Dante, o Bukowski, ma so di dover scrivere qualcosa.
Sono giorni e giorni che non ti scrivo i miei sentimenti, che non te li dico, che non te li ricordo.
Sono di quelle cose che si sanno anche senza che vengano pronunciate, che sembra aleggino nell'aria talvolta, quelle frasi che alla fine ti senti dentro, in quei baci, in quegli abbracci, in quelle coccole. 
E le parole non servono.
Ma ti conosco, come se ti avessi sempre conosciuta, come se ti avessi sempre cercata.
Conosco il tuo respiro, e la tua risata, i tuoi sorrisi e il tuo modo di piangere, conosco i tuoi gusti, e le tue paure, conosco le tue incertezze.
E so che esistono di quelle cose che bisogna ripetere. Ripetere finché non ne hai la mente piena, e il cuore non le impara a memoria. Ripetere finché non te le senti riverberare dentro.
Ci sono di quelle cose che non si dicono mai abbastanza. 
Tipo "sei meravigliosa".
Tipo "ti voglio bene".
Tipo "ti amo". 
The Girl Who Never Cried

martedì 22 luglio 2014

My Origin Of Love


Sono lì, insieme a lei, seduta per terra, a stringerla da dietro, cullandola lentamente, mentre lei, gli occhi puntati su quei caratteri minuti e blu, legge la letterina che le ho scritto in occasione del suo compleanno. 
E lo sento.

Sta iniziando a piangere.

Le prime lacrime cominciano ad affollarle gli occhi e qualcuna le riga il viso. Vorrei asciugargliele, ma sono dietro di lei, e mi limito ad appoggiare e premere il volto sulla sua spalla, cercando di tranquillizzarla. 
Inalo il suo profumo dolce e penetrante e me ne beo, mentre noto che stiamo respirando con la stessa velocità. Io inspiro, lei inspira, io espiro, lei espira. Sorrido, continuando ad affondare la testa sulla sua spalla, quando la sento scossa dai singulti, e la stringo più forte. 
Nessuno sarà mai come lei, nessuno potrà mai lontanamente tenerle testa nel mio cuore. 
Amo tutto di lei, ogni minimo particolare che la compone, perfino i suoi difetti.
Da quegli occhioni verdognoli e nocciola, in cui annegherei, a quegli sparuti brufoli sotto al mento.
Da quel neo sulla spalla, ai capelli corti e ricciolini, sempre scombinati, che adoro carezzare, al suo profumo dolce ma intenso, che ti si attacca addosso e che è sempre così buono.
Amo il fatto che socchiuda appena un occhio quando sorride, amo il suo sorriso.
Amo il suo naso, la sua bocca.
Amo le sue labbra screpolate.
Amo il suo collo, e le sue guance. 
Amo le sue espressioni buffe, che mi fanno sorridere, i suoi versetti, la sua voce fievole da topina.
Amo il suo carattere.
Amo il modo in cui scrive "ideea", con due e anziché una. 
Amo il fatto che mentre parlo non mi guardi negli occhi e sposti lo sguardo attorno a sé.
Amo la sua fragilità, e gli abbracci in cui la cullo, stringendola da dietro. 
Amo proteggerla, rassicurarla, tenerla al caldo.
Amo la sua dislessia e il suo faticare ad accettarsi.
Amo la sua acidità a volte, amo il fatto che si commuova facilmente.
Amo i suoi sorrisi, le sue cretinate, i suoi "gne". 
Amo quando sento le sue dita, quelle falangi minuscole, stringersi alle mie.
Amo le sue battute che non fanno ridere nessuno e il suo avere perennemente la testa altrove.
Amo il suo modo di chiedermi di baciarla. 
Amo la sua insicurezza, amo la sua storia, così ingiusta ma che l'ha resa ciò che è: 
la stella più brillante su questo pianeta.
Amo i suoi difetti, i suoi errori, e perfino quelle cicatrici che le segnano i polsi.
Amo i suoi sbagli e il suo modo di pensare, amo quella mente. 
Amo quel suo cuore.
Amo il suo modo di dimostrarti che ci tiene. 
Amo ciò che mi rende. 

Mi sembra di conoscerla da sempre, e nonostante tutto ciò che abbiamo passato, continuo ad amarla ogni giorno di più. 
Se stai leggendo queste poche righe, sappilo.
I love you.
The Girl Who Never Cried